Calcolo dei redditi degli investimenti in Borsa

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Calcolo redditi e tassazione Borsa italiana

Come si calcolano i redditi in borsa?

Come si può calcolare la resa  dell’investimento nella Borsa Italiana?
Per diminuire il rischio di perdite conviene investire per periodi lunghi l’importante è non avere necessità di vendere, ma c’è sempre il rischio del fallimento: in questo caso si perde tutto.
Non è sempre  vero che le azioni a lungo termine hanno redditi più alti delle obbligazioni, ma semplicemente le azioni hanno mediamente più successo.

Le operazioni di calcolo

E’ impossibile calcolare il reddito di un investimento azionario anticipatamente, si deve attendere di vendere per fare il calcolo; basta che si divida il guadagno o perdita per l’ammontare dell’investimento. Se il profitto è di 30 euro su 300 euro investiti la percentuale sarà del 10%. Precisamente il 10% è il rendimento ottenuto tra la data d’acquisto e quella di vendita. Nel caso delle azioni spesso nel giro di pochi mesi si possono ottenere rendimenti alti come però si devono aspettare anni. Quindi, se si parla di redditi delle azioni è fondamentale definire il tempo. Mentre per l’obbligazione esso solitamente è un anno, per le azioni il tempo è variabile.

I costi da tenere presente

Per determinare il guadagno o la perdita non si deve tener presente solo il costo per l’acquisto, per la vendita e della quantità che si è acquistata o venduta, ma anche le commissioni pagate, delle tasse e dei dividendi ricevuti. Si devono, quindi, considerare tutti i fattori. L’andamento di prezzo può solo darci un’idea ed è per questo che i soli indici azionari non bastano per fare il calcolo; ad esso deve essere aggiunto il dividendo, le tasse e le commissioni.

Il ruolo dei dividendi

La valutazione dei dividendi ricevuti complica il calcolo dei redditi: è necessario considerarlo come somma ricevuta o altrimenti come somma che produce a sua volta rendimenti. Nel prezzo di un titolo è compreso anche il dividendo che si otterrà al momento della chiusura del bilancio. Solitamente, dopo che si è effettuata la distribuzione dell’utile, la quotazione del titolo diminuisce. Per questo, se paragonando i rendimenti di due titoli azionari soltanto per il prezzo del titolo stesso rischiamo errori valutativi molto gravi (specialmente se il periodo di tempo è lungo). Nel caso un’azienda  abbia già distribuito l’utile e l’altra ancora no, il prezzo di ciascuna acquisterà sicuramente significato diverso. La prima, per assurdo, “vale” di meno in quanto ha già distribuito l’utile . Una soluzione a questo problema è quello di ipotizzare che il dividendo elargito sia reinvestito in seno all’azienda dando così modo di applicare al dividendo il rendimento futuro dei titoli. Per tenerne conto si adoperano gli indici total return (indici di performance).

Maggiori informazioni sulle tassazioni dei redditi degli investimenti



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